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Da almeno dieci anni quando si parla di valori si finisce anche con il parlare della crisi che li investe. Spesso si fa confusione tra valori e ideologie.
Siamo appena usciti da un secolo di grandi contrapposizioni che hanno occupato quasi del tutto la scena politica. Il capitalismo e il comunismo, lo Stato e il mercato. Contrapposizioni che apparivano insuperabili.
Dalla caduta del Muro di Berlino tutto è cambiato. L' illusione che stesse per aprirsi una fase di pace perpetua si è rapidamente dissolta nei conflitti che hanno sconvolto l'Europa sud orientale e nel loro radicarsi nel vicino e nel medio oriente e in tante regioni del cosiddetto Terzo Mondo.
Tutti coloro, ed io mi sento tra questi, che hanno tratto dall' ispirazione cristiana il principio del proprio pensare e operare hanno assistito a violenti processi di secolarizzazione, all'imperversare dell'opzione militare per la soluzione dei conflitti, alla radicalizzazione delle contrapposizioni di ogni natura, al prevalere dell'economia sulla politica.
Forse era l'inevitabile contraccolpo a più di quarant'anni di divisione in blocchi del mondo. Eppure l'ispirazione cristiana continua ad essere il più forte baluardo contro ogni ingiustizia. Così restano valori irrinunciabili la famiglia e il lavoro, il lavoro ben fatto, con abnegazione e intelligenza.
Certo per chi si occupa di politica il valore più forte è proprio il quotidiano cercare di difendere e affermare i valori, essere il più possibile il garante dei valori di tutti, della tolleranza e del dialogo tra i valori.
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