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20/11/2009
Italia Oggi
Acqua, un’Authority a costo zero Fitto: organismo autofinanziato. La riforma porta efficienza
La futura Authority sull'acqua dovrà essere a costo zero per il bilancio dello stato e con una adeguata rappresentanza delle regioni e degli enti locali. È questa secondo il ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, la soluzione migliore per vigilare su gare e tariffe dei servizi idrici dopo che il decreto legge salva-infrazioni (dl n. 135/2009), convertito definitivamente ieri dalla camera ha aperto il mercato dell'acqua ai privati. Che potranno partecipare alle gare, in concorrenza con i soggetti pubblici, per l'affidamento delle gestioni. E solo di quelle. «Perché il bene pubblico acqua non può essere privatizzato e noi questo l'abbiamo detto chiaramente nella norma anche se non ce n'era bisogno». Per il ministro dunque le polemiche politiche di questi giorni sulla «presunta» privatizzazione dell'acqua sono solo strumentali, anzi, «incomprensibili», visto che provengono «da quelle forze politiche, Pd e Italia dei Valori in testa, che nella scorsa legislatura quando erano maggioranza di governo, avevano provato a realizzare una riforma identica, poi naufragata per l'opposizione della sinistra radicale». Con ItaliaOggi il ministro parla a tutto tondo del decreto Ronchi, ma anche del codice delle autonomie e dei problemi di bilancio degli enti locali.
Domanda. Ministro, oltre al Codice delle autonomie, lungamente atteso da svariate legislature, oggi il governo ha portato in porto un'altra riforma sempre sfumata in passato, ossia quella sui servizi pubblici locali. Ma le polemiche sulla presunta liberalizzazione dell'acqua stanno un po' offuscando l'attenzione dell'opinione pubblica dalla centralità di una legge che punta ad aprire il settore delle utility alla concorrenza. Cosa ne pensa?
Risposta. Mi lasci fare due considerazioni, una di carattere politico e una tecnica. Dal punto di vista politico mi sento di poter affermare con orgoglio che per tanti anni il centrosinistra ha parlato di liberalizzazioni e non ha fatto nulla; Si pensi alla riforma Lanzillotta, naufragata nella scorsa legislatura. Questo governo ha parlato poco e ha approvato una riforma organica in tempi rapidissimi. Ed entro fine anno arriverà il regolamento attuativo. Dal punto di vista tecnico credo che la norma inserita nell'art. 15 del decreto Ronchi parli da sola. Afferma con chiarezza che la proprietà delle reti idriche resta pubblica, mentre la gestione può essere affidata ad aziende private dopo lo svolgimento di gare a cui i soggetti pubblici e le imprese potranno partecipare con parità di chance.
D. Ma una riforma in realtà avevate già provato a farla con l'art. 23-bis del di 112. Cosa non andava in quel testo?
R. Ci siamo accorti che l'art. 23-bis conteneva in sé molti elementi di debolezza perché affidando svariate materie alla disciplina del regolamento attuativo e non alla legge ci avrebbe esposto facilmente al rischio di un vasto contenzioso amministrativo.
D. Quali sono secondo lei i mali nell'attuale sistema di gestione dell'acqua?
R. Molte realtà pubbliche sono solo poltronifici dove collocare politici in disgrazia. Tutto questo va a scapito dell'efficienza delle gestioni. Che non a caso è molto diversa lungo lo Stivale. E lo stesso dicasi per le tariffe. A chi oggi compie procurato allarme su un possibile aumento dei costi per i cittadini voglio rispondere che già ora ci sono disparità enormi sulle tariffe. Dunque il rìschio degli aumenti non è un pericolo futuro, originato da questa riforma, quanto piuttosto una fotografia dell'esistente. L'ingresso dei privati nella gestione non farà crescere i costi, semmai aumenterà l'efficienza del sistema acqua perché ci saranno più investimenti, soprattutto sulle reti, tuttora carenti in molte zone del paese.
D. Come vigilare sulle liberalizzazioni? Delle tre ipotesi in campo (istituzione di una sezione speciale in seno all'Autorità per l'energia, rafforzamento del Coviri, l'attuale organo di controllo e la creazione di un'Authority ad hoc) lei ha detto di preferire quest'ultima. Il Coviri secondo lei non è adatto a gestire le nuove funzioni?
R. Il Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche non è in discussione, ma il Coviri non ha ne le funzioni ne il ruolo dell'Autorità. Occorre invece che il nuovo organismo di vigilanza sull'acqua abbia maggiori poteri di intervento diretto su gare e tariffe.
D. Quando scioglierete la riserva?
R. Dovremo parlarne con i ministri competenti, in primis col ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo. Decideremo rapidamente. In ogni caso ci tengo a sottolineare che la nuova Authority dovrà rispondere a due requisiti fondamentali: dovrà essere a costo zero per il bilancio dello stato e perciò dovrà mantenersi con l'autofinanziamento del sistema, come avviene per molte Autorità. E poi dovrà garantire la rappresentanza delle regioni e degli enti locali.
D. La sinistra radicale ha già iniziato a sventolare lo spauracchio del referendum abrogativo contro la monna dell'acqua. Che cosa ne pensa?
R. Il testo approvato dalla camera ha ricevuto il consenso degli enti locali in Conferenza unificata ed è identico a quello varato dal senato qualche settimana fa. Come mai allora non ci sono state polemiche? La realtà è che la sinistra non sa più cosa inventarsi. Chi protesta oggi ha provato ieri, senza successo, a realizzare la nostra stessa riforma. Mi ricorda un po' la favola della volpe e l'uva.
D. Un commento sul codice autonomie. Soddisfatto?
R. Il ministro Calderoli ha fatto un ottimo lavoro. Mercoledì sera la Conferenza unificata, da me presieduta, ha deciso di rinviare il parere sul ddl, attendendo il percorso parlamentare in cui ci sarà un filo diretto con le autonomie. Gli enti locali hanno proposto un pacchetto di emendamenti unitari molti dei quali sono stati recepiti nel testo approvato dal consiglio dei ministri.
D. Una domanda sull'alleggerimento del patto di stabilità degli enti locali non può mancare. Mercoledì rincontro col governo si è rivelato solo interlocutorio a causa dell'assenza del ministro Tremonti. Ci sono spiragli? Quando tornerete a incontrarvi?
R. Le richieste poste dagli enti (integrale restituzione dell'Ici prima casa e ammorbidimento del patto) sono problematiche non semplici, che hanno implicazioni anche in sede europea. Nonostante l'assenza di Tremonti il presidente Berlusconi ha ascoltato e ha promesso di riconvocare comuni e province in tempi brevi. Vedremo quello che si potrà fare. Senza illudere nessuno.
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