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INTERVENTI
RIFORMA AUTONOMIE : FITTO, GLI ENTI LOCALI PRONTI PER IL FEDERALISMO FISCALE
«Il varo del disegno di legge che riordina e ...
P.A.: FITTO - CDM SCIOGLIE NODI SERVIZI PUBBLICI LOCALI
Sono molto soddisfatto per l'approvazione da ...
FITTO: «METTERE IL SUD AL CENTRO DEL PROGRAMMA DI GOVERNO»
«Il Governo deve mettere il Sud al centro del suo ...
 
 
AGENDA
11/09/2010 19:00
ROMA - Via di San Gregorio, Colosseo
12^ edizione di ”ATREJU 10”, Festa Nazio...
   
RASSEGNA STAMPA
19/03/2010
La Gazzetta del Mezzogiorno
Fitto: giudizio severissimo sui 5 anni di governo Vendola
18/03/2010
La Gazzetta del Mezzogiorno
Fitto: «Stavolta il Pdl non sottovaluterà nulla»
16/03/2010
Corriere del Mezzogiorno
Per sostenere Palese arriva Sacconi «Questo voto è una scelta di campo»
 
SONDAGGIO
Blocco immigrazione clandestina : quali norme preferisci ?
Più controlli sul trasferimento internazionale di valuta, per contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo
Il blocco degli sbarchi sulle nostre coste, grazie all’entrata in vigore degli accordi con la Libia che consentono di riaccompagnare nei porti di partenza le barche cariche di clandestini
L’immigrazione clandestina diventa reato. Così sarà più semplice espellere i clandestini riaccompagnadoli nei Paesi d’origine
L’aumento a sei mesi della durata della permanenza nei centro di identificazione ed espulsione, così da avere il tempo di accertare l’identità dei clandestini e predisporre le procedure per l’espulsione
Chi affitta la casa ai clandestini commette reato, punibile con la confisca della casa, multa e reclusione fino a tre anni
 
   
rassegna
12/10/2009
Corriere del Mezzogiorno
II ruolo di Fitto e dei ministri meridionali Tremonti e lo scontro sul Sud
ROMA - Giovedì il piano per il Sud, promesso per settembre, arriverà in consiglio dei ministri. In quell'occasione si avranno i dettagli di un progetto di cui un capitolo - Banca per il Sud - venerdì è piombato all'improvviso nella riunione suscitando le ire dei ministri meridionali, Raffaele Fitto in testa. Lo scontro è stato durissimo, anche se poi in serata un comunicato ufficiale ne stemperava la portata: in ballo ci sono molte cose, intorno a cui si stanno organizzando alleanze interne al partito di maggioranza, con lo sguardo rivolto al futuro. Non si tratta soltanto di capire chi guiderà la banca (che agirebbe attraverso speciali convenzioni con Poste spa, con un ruolo rilevante affidato alle Bcc e con l'intento di emettere anche «Sud-bond»), chi ne farà parte, ma più complessivamente chi gestirà le strategie per il Mezzogiorno. C'è da creare la cabina di regia per il Sud voluta fortissimamente dalla Lega (ipotesi ben vista da Emma Marcegaglia, presidente degli industriali), con l'intento di pilotare i fondi destinati alle Regioni; c'è l'idea di creare figure commissariali per la sanità in Calabria, per il completamento della Salerno-Reggio Calabria e quindi la banca. Tutto questo come lo si realizza? Come si concilierà con l'autonomia delle Regioni, i cui presidenti, nelle previsioni berlusconiane, da marzo saranno quasi tutti del Pdl? E che ruolo ancora potrà assolvere Claudio Scajola, il cui ministero sarebbe di fatto svuotato delle competenze sui fondi per il Sud? E che ruolo, ancora, verrebbe riservato a Gianfranco Micciché, che attualmente ha la delega per il Cipe? E per Fitto, chiamato al dicastero per i Rapporti con le Regioni anche in funzione di difensore del Sud? La partita è complessa, anche politicamente. Nel governo c'è chi, come il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, persegue la linea propria di Berlusconi, cioè di chiusura nei confronti di alcuni settori delle parti sociali e dell'opposizione; e c'è chi, invece, non intende interrompere il dialogo. Nelle ultime settimane tutto ciò si è palesato: i convegni di Napoli e Bari, organizzati dalle presidenze dei gruppi parlamentari, hanno avuto come ospiti solo Cisl e Uil; ieri, invece, nel convegno organizzato a Salerno dalla fondazione Farefuturo era presente Guglielmo Epifani, leader della Cgil, oltre a Marcegaglia. Erano attesi Tremonti e Gianfranco Fini, punto di riferimento della fondazione, ma il presidente della Camera è rimasto a Roma, perché diventato padre per la terza volta. E così anche il ministro ha dato forfait. Asse Tremonti-Fini? Non esattamente, ma sul metodo politico c'è pieno accordo.
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