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19 novembre 2009 RIFORMA AUTONOMIE : FITTO, GLI ENTI LOCALI PRONTI PER IL FEDERALISMO FISCALE
«Il varo del disegno di legge che riordina e definisce i compiti degli Enti Locali avvia a soluzione una questione rimasta aperta almeno dalla riforma del Titolo V della Costituzione.
Trovo più di un motivo di soddisfazione per il merito e il metodo con i quali si è giunti a questo punto.
Nel merito sono state costruite le condizioni necessarie e sufficienti per una riduzione sostanziale dei costi della amministrazione pubblica, fondata su concreti principi di razionalizzazione e di ridefinizione delle competenze e dei ruoli. Un riordino che ha allineato l’assetto degli Enti Locali non solo alla riforma costituzionale del 2001 ma anche e soprattutto all’imminente adozione del federalismo fiscale.
Ora che le funzioni fondamentali degli Enti Locali sono puntualmente definite sarà possibile adottare i decreti legislativi del federalismo fiscale, definendo con precisione i fabbisogni legati all’esercizio delle stesse.
Nel metodo, perché, ancora una volta, insieme al Ministro Calderoli, si è praticato un percorso di confronto che ha colto tutti i punti di condivisione con le Regioni e gli Enti Locali e ha trovato importanti momenti di composizione anche nelle questioni sulle quali si è manifestata disparità di vedute.
Va dato atto al Governo e agli Enti Locali di avere operato nello spirito di una autoriforma della politica mossa da criteri di efficienza ed efficacia dell’azione di governo, soprattutto nei livelli più prossimi ai cittadini e che comporterà una riduzione di circa 50 mila, tra consiglieri comunali, circoscrizionali e provinciali.
Nell’arco di un anno, con il federalismo fiscale, la riforma dei servizi pubblici locali e ora con il Codice delle Autonomie si va confermando puntualmente la realizzazione del programma di governo e si sostanzia la spinta riformista che è stata l’elemento costituente della nascita del Pdl e del Governo Berlusconi».
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